Pandemia silente dentro e fuori gli ospedali

 
 

Non si muore di solo COVID. ANIPIO punta il dito sull’incedere delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) che mietono sempre più vittime - dentro e fuori gli ospedali - mentre le proiezioni non lasciano presagire nulla di buono.
Lo racconta a Il Sole 24 Ore [Scenari] Maria Mongardi, Presidente di ANIPIO, mettendo l’accento anche su soluzioni concrete e fattibili per prepararci ad affrontare l’onda lunga che si staglia all’orizzonte.

Ogni anno in Italia le infezioni ospedaliere da antibiotico-resistenza sono responsabili di oltre 11mila decessi ed entro il 2050 il numero dei morti si attesterà sulle 450mila unità con un costo complessivo per la comunità stimato attorno ai 12 miliardi di Euro.
Il nostro Paese non può farsi trovare impreparato, servono più infermieri specialisti del rischio infettivo (ISRI).

ANIPIO ha fatto i conti: da un recente censimento emerge inequivocabilmente che il nostro Paese ha bisogno di più ISRI (Infermiere Specialista del Rischio Infettivo). Non solo, le competenze specifiche di tale figura devono essere non solo rafforzate, ma anche diffuse sul territorio; quindi presenti nei diversi setting assistenziali perché le ICA non si producono solamente nelle strutture ospedaliere. E qui la formazione gioca un ruolo chiave.

 
 

Infine, ma non da ultimo, l’alleanza con altri professionisti della salute e realtà affini, non a caso ANIPIO e FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) hanno stretto un’alleanza intesa a rafforzare il ruolo degli infermieri in generale e degli infermieri esperti del rischio infettivo in particolare testimoniata dal documento congiunto ANIPIO-FNOPI.

 

Oltre all’intervista con il Sole 24 Ore Salute, ANIPIO ha di recente discusso del tema anche con i giornalisti di SanitàInformazione, così come di Nurse24 che ha fatto il punto sul documento congiunto ANIPIO-FNOPI dedicato all’argomento e ripreso successivamente da QuotidianoSanità.

 

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